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L’Italia tra unità e divisioni

L’Italia tra unità e divisioni

Torino, 5 ottobre 2026.

Walter Barberis al Rotary Club Torino 1958: comprendere il passato per leggere il presente

Che cosa tiene insieme un Paese e che cosa continua a dividerlo? Da questa domanda ha preso forma l’incontro “Unità e disunità d’Italia”, organizzato dal Rotary Club Torino 1958 lunedì 5 ottobre 2026 al Circolo, in via Vela 15 a Torino. Ospite Walter Barberis, professore emerito di Storia moderna dell’Università di Torino e presidente della Giulio Einaudi editore, invitato a ripercorrere la costruzione dell’identità nazionale e le sue contraddizioni.

Presentato dalla presidente del Club, lo storico, formatosi tra Torino e Parigi, nel corso di una relazione brillantissima e coinvolgente, ha messo in relazione passato e presente.

Il punto di partenza è stato il duplice significato del nazionalismo: da una parte l’idea di superiorità di una nazione sulle altre, dall’altra la ricerca dell’indipendenza da un dominio straniero. È in quest’ultima prospettiva che Barberis ha collocato il Risorgimento italiano.

La riflessione si è poi spostata sulle città, protagoniste della storia della penisola. Da Venezia e Firenze a Mantova e Urbino, la molteplicità dei centri di potere ha prodotto ricchezza culturale e artistica, ma anche rivalità durature. Il Rinascimento esprime questo paradosso: una grande vitalità creativa accompagnata dalla frammentazione politica, mentre altrove si consolidavano gli Stati.

L’unità nazionale è stata quindi raccontata attraverso le differenze fra i suoi protagonisti: la monarchia sabauda, la diplomazia di Cavour, il progetto repubblicano di Mazzini, la mobilitazione popolare di Garibaldi e il federalismo di Cattaneo. Un’attenzione particolare è stata dedicata a Torino. Lo Statuto Albertino e gli spazi di libertà mantenuti nel Regno di Sardegna ne fecero un punto di riferimento per esuli e intellettuali; la forza militare sabauda contribuì a darle un ruolo centrale nel percorso verso l’unificazione.

Barberis ha affrontato anche le fratture del Mezzogiorno: le aspirazioni autonomistiche siciliane, le speranze di cambiamento sociale rimaste deluse e le repressioni. Passaggi che aiutano a comprendere perché la nascita di uno Stato unitario non coincidesse automaticamente con un sentimento comune di appartenenza.

A costruire legami contribuirono l’amministrazione pubblica, la scuola e l’esercito, poi l’esperienza e il lutto della Grande Guerra. Nel secondo dopoguerra, infrastrutture e diffusione dei beni di consumo avvicinarono territori e abitudini. Un percorso complesso, segnato anche da memorie che ancora oggi dividono.

Il ricco dibattito conclusivo ha dato spazio a domande e riflessioni dei partecipanti. Con questo incontro il Club ha offerto un’occasione di elevato confronto culturale sul rapporto fra storia e cittadinanza: comprendere come si sono formate le nostre divisioni è un modo per discutere con maggiore consapevolezza del presente.