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Elena Gianasso, Governatore del Distretto 2031 per l’a.r. 2026/2027, in visita al nostro Club

Elena Gianasso, Governatore del Distretto 2031 per l’a.r. 2026/2027, in visita al nostro Club

Una serata di confronto sui progetti e sul lavoro dell’associazione

Lunedì 12 ottobre 2026 il Rotary Club Torino 1958 ha incontrato Elena Gianasso, Governatrice del Distretto 2031, al Circolo di via Vela 15, a Torino. La serata ha riunito soci e consorti per conoscere le priorità del suo anno e confrontarsi sul lavoro dell’associazione: come trasformare le idee in iniziative che rispondano ai bisogni delle persone e durino nel tempo.

Prima dell’incontro serale, Gianasso ha parlato con il presidente, il consiglio direttivo e i responsabili delle commissioni del Club, ascoltando il resoconto delle attività e informandosi sui progetti in corso. Ad accompagnarla era Ruben Kevin Di Vincenzo, assistente per il Gruppo 3. Un momento di conoscenza e di collaborazione che ha preparato il dialogo con tutti i presenti.

Nel suo intervento ha descritto il proprio incarico come un servizio di ascolto e coordinamento, capace di offrire orientamento ai gruppi locali rispettandone l’autonomia. Partendo dall’invito a realizzare cambiamenti duraturi, ha presentato le linee d’azione del suo anno e le novità che intende introdurre nel solco del lavoro già svolto. Ha citato il progetto «Un piatto per un sorriso», le iniziative legate all’ambiente, al paesaggio e alla famiglia, e l’importanza della collaborazione tra le diverse generazioni dell’associazione.

Luigi Pignatelli è intervenuto sul ruolo delle Commissioni distrettuali che mettono in comune competenze e proposte, sottolineando l’utilità di farne conoscere le attività a tutti i soci.

Tra i gesti della serata, un gioco da tavolo donato al Club e al Rotaract ha ricordato che anche imparare insieme può essere un modo per rafforzare la collaborazione.

Un gioco ispirato a quelli classici da tavolo, ma dedicato al Rotary; quasi una metafora del nostro essere rotariani: occorre conoscere la tradizione e, al contempo, trovare linguaggi nuovi per trasmetterla; il gioco, poi, prende vita solo quando qualcuno si siede al tavolo e, appunto, “si mette in gioco”. È forse questo il messaggio più concreto della visita: imparare, condividere e avere la disponibilità a mettersi in gioco, perché le idee diventino servizio.