Torino, 18 maggio 2026.
La serata ha rappresentato un momento particolarmente significativo per il nostro Club, perché ha saputo unire cultura, amicizia rotariana e impegno concreto a favore della ricerca scientifica. Nella cornice, bellissima e suggestiva, dell’Arciconfraternita della Misericordia, in via Giuseppe Barbaroux 41 a Torino, soci, ospiti e amici si sono ritrovati per un incontro dedicato alla musica e alla solidarietà, con l’obiettivo di sostenere il Progetto Mitofusina 2 ETS, impegnato nella ricerca sulla malattia genetica rara Charcot-Marie-Tooth di tipo 2A, nota anche come CMTA.
Dopo i saluti della Presidente, Paolo Porzio ha aperto la serata (alla quale partecipava anche Elena Gianasso, Governatore incoming) ringraziando i presenti per la partecipazione e ricordando il valore di questo service come espressione concreta dell’identità rotariana e di amicizia e vicinanza: non un gesto isolato, ma un appuntamento ormai costante.
Luisa ha poi illustrato in modo chiaro ed esaustivo i progressi del Progetto Mitofusina 2 ETS, offrendo ai presenti un quadro aggiornato dell’attività di ricerca in corso. Il suo intervento ha consentito di comprendere meglio le caratteristiche della malattia Charcot-Marie-Tooth di tipo 2. In particolare, è emersa l’importanza di sostenere percorsi scientifici complessi, spesso lunghi e poco visibili, ma fondamentali per costruire nuove possibilità di diagnosi, cura e miglioramento della qualità della vita.
La parte musicale della serata è stata affidata a Maria Elena Bovio all’arpa e Paola Dusio al flauto, due interpreti capaci di accompagnare il pubblico in un percorso raffinato e variegato. Il programma ha attraversato epoche e sensibilità diverse, dal Barocco al Novecento, con riferimenti alla Teoria degli Affetti, al linguaggio universale dell’anima evocato da Schopenhauer e alle armonie del Novecento, intese quasi come apertura verso l’infinito.
La scelta dell’arpa e del flauto ha contribuito a creare un clima raccolto, adatto a una serata che non voleva essere soltanto un concerto, ma anche un’occasione per riflettere sul senso del dono e della responsabilità.
La serata ha quindi confermato la capacità del Club di promuovere iniziative in cui bellezza, conoscenza e solidarietà procedono insieme. Un modo sobrio e concreto per ricordare che il service nasce dall’ascolto dei bisogni e si realizza quando ciascuno contribuisce, secondo le proprie possibilità, a un obiettivo comune.

