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Dormire bene per vivere meglio

Dormire bene per vivere meglio

Torino, 15 giugno 2026.

Un incontro dedicato al sonno come strumento di prevenzione e benessere.
Quanto conta il sonno per la nostra salute? A questa domanda ha cercato di rispondere l’incontro che si è svolto in seno al Club con la partecipazione dell’ingegner Alessandro Verraz, Biohacker e Health Coach certificato, specializzato in sonno, recupero psicofisico e gestione dello stress.
L’iniziativa ha offerto l’occasione di approfondire un tema che riguarda milioni di persone e che influenza direttamente benessere, energia, capacità di concentrazione e qualità della vita.
Verraz ha aperto il suo intervento raccontando come da un momento di difficoltà sia nato un percorso di studio che lo ha condotto a diventare consulente specializzato nell’accompagnare persone e organizzazioni verso una maggiore consapevolezza del proprio benessere.
Uno dei temi centrali dell’incontro è stato il rapporto tra longevità e prevenzione. Se in passato vivere a lungo era considerato prevalentemente una questione genetica, oggi le conoscenze scientifiche evidenziano il ruolo determinante dell’epigenetica e degli stili di vita. Alimentazione, movimento, gestione dello stress e qualità del sonno contribuiscono infatti in modo significativo al mantenimento della salute nel tempo.
Particolare attenzione è stata dedicata all’infiammazione silente: secondo il relatore, contrastarla significa intervenire sulle abitudini quotidiane, migliorando il riposo, riducendo lo stress e adottando comportamenti più equilibrati.
Nel corso della serata sono stati illustrati anche i meccanismi che regolano il sonno. Le diverse fasi che compongono ogni ciclo notturno svolgono funzioni essenziali per il recupero fisico e mentale: dalla rigenerazione dei tessuti al consolidamento della memoria, dalla regolazione delle emozioni al rafforzamento del sistema immunitario. Dormire bene non significa soltanto sentirsi più riposati, ma contribuire concretamente alla prevenzione di numerosi disturbi e al miglioramento della qualità della vita.
L’intervento ha inoltre approfondito il concetto di biohacking, inteso come attenzione consapevole ai principali fattori che influenzano il benessere: sonno, attività fisica, alimentazione, gestione dello stress e stile di vita. Un approccio che punta a piccoli miglioramenti progressivi, sostenibili nel tempo e misurabili nei loro effetti.
Non sono mancati consigli pratici immediatamente applicabili: esporsi alla luce naturale al risveglio, mantenere orari regolari, limitare il consumo di caffeina nelle ore pomeridiane, concedersi un breve riposo dopo pranzo e ridurre l’uso di dispositivi elettronici nelle ore serali. Indicazioni semplici che possono contribuire a migliorare sensibilmente la qualità del riposo.
L’incontro si è concluso con un ampio confronto alimentato da molte domande, a conferma dell’interesse suscitato da un tema che tocca da vicino la vita quotidiana di tutti. Un’occasione utile per riflettere su come la prevenzione passi spesso da scelte apparentemente semplici, ma capaci di produrre benefici duraturi nel tempo