Torino, 13 maggio 2026.
Presso l’Unione Industriali di Torino si è svolta, secondo tradizione, la celebrazione di conferimento del Premio Distrettuale al Merito Civile Bruno Caccia e del Premio alla Studio Bruno Caccia. In accordo al Regolamento, il Premio al merito civile è destinato a cittadini residenti e operanti nel territorio del Distretto 2031 che si siano particolarmente distinti nella tutela dell’interesse pubblico e consiste in una medaglia e un attestato; il Premio allo studio (in denaro) è conferito a studenti, laureandi o giovani neolaureati in discipline giuridiche, particolarmente meritevoli, tenendo conto delle specifiche condizioni economiche e familiari.
Partecipano all’iniziativa i Club afferenti ai Gruppi dell’area torinese. In questo anno rotariano hanno aderito i seguenti Club: Torino, Torino 1958, Torino Est, Susa Val Susa, Torino Nord, Torino Ovest e Dora, Moncalieri, Torino Nord Ovest, Torino Subalpina, Cirié Valli di Lanzo, Torino Sabauda, Torino Nord Est e Crocetta, Settimo Torinese, Torino Risorgimento, Torino San Carlo, Rivoli, Torino Next, Torino Europea, Carignano, Torino Lagrange, Torino Contemporanea, Torino Duomo, Torino Palazzo Reale.
L’annuale incontro dei Rotary Club dell’area torinese per il Premio Bruno Caccia, non è, e neppure vuole essere, una celebrazione del sodalizio, neppure per il tramite di un illustre Consocio, ma è l’occasione per sottoporre il Rotary stesso all’esame della collettività, direttamente – attraverso gli organi di informazione – e soprattutto per il tramite dell’Autorità cittadine, nelle articolazioni dello Stato (il Prefetto ci ha onorato della sua presenza), della Magistratura, degli esponenti delle Forze Armate e delle Forze di Polizia, e questa volta pure di una rappresentante della presenza religiosa.
Il Rotary ha potuto così offrire alla valutazione della comunità in cui opera la sua attenzione alle realtà sociali, e non a caso ha conferito il Premio al Merito Civile ad una Onlus Francescana, nella persona del Padre Guardiano di qui, che opera non solo nella carità materiale (pasti e accoglienza) ma anche, e forse soprattutto, in quella morale, col sostegno e la facilitazione a chi – partendo svantaggiato – cerca, nella nostra città, nuovo inserimento e nuova vita; è stato così possibile acquisire de visu, attraverso il racconto di chi ha fruito di quest’opera, le possibilità di riscatto sociale e di ricostruzione di legittime aspettative di vita.
Ma, altresì, è stato possibile porre l’accetto sull’attenzione alla formazione, nel conferimento del Premio allo Studio ad una giovane laureanda, impegnata sì nella quotidiana attività di preparazione di se stessa alla vita, ma anche nell’attenzione ai bisogni di chi, per errore o per sfortuna, si è trovato, e si trova, forse temporaneamente, ai margini della società; e di questa attenzione si è avuta prova attraverso l’ascolto dei giovani del Liceo Gioberti che, sotto la guida della loro insegnante, hanno dimostrato (con interessanti video autoprodotti) l’impegno “sul campo”, per conoscere – senza conoscenza non può esserci giudizio! o possibilità di futuro intervento – la realtà delle zone meno scintillanti della città.
Le tre fasi di questo nostro appuntamento sono risultati coerenti con il filo conduttore che le ha governate: l’attenzione prestata alle fasi della vita, quale rivolta non solo alla riflessione su sé stessi, ma anche, e soprattutto, “animali sociali” -secondo la definizione del “Maestro di coloro che sanno” – cioè tali da doversi realizzare anche e soprattutto in comunione con altri appartenenti alla società, senza distinzione fra chi abbia maggiore o minore bisogno dell’altrui sguardo. Ma anche un altro, meno evidente, ma forse più importante – in onore di chi è stato ricordato – è stato il trait d’union delle fasi sopradette: è cioè il rispetto della legalità (anche lato sensu “sociale”) e di quella Giustizia che non può essere avulsa da un profondo convincimento morale, anche nella sua applicazione non meccanica, ma profondamente “umana”: e così rivolta anche la prevenzione di quelle circostanze che potrebbero portarne ad una più o meno grave lesione.
Le motivazioni dei due premi (al Merito Civile e allo Studio) sono state le sintesi di questo momento di riflessione e, vogliamo credere, la manifestazione della finalità più intima del nostro sodalizio, quale rivolta all’altrui giudizio e all’altrui comprensione.








