Torino, 16 febbraio 2026
Al Ristorante La Cloche 1967 di Torino, si è svolta la tradizionale serata conviviale di Carnevale, un evento che ha unito cultura, gastronomia e festa in un clima di allegria e partecipazione. L’incontro, che è stata anche l’occasione per ricordare la chiusura dell’importante iniziativa (che ha visto protagonisti il nostro Club e il Distretto) sull’Accoglienza a favore della Chiesa di S. Antonio da Padova, ha visto la partecipazione di soci e amici, accomunati dalla voglia di celebrare le radici locali e di condividere momenti di dialogo in un contesto conviviale.
Al centro della serata gastronomica c’è stato il Bollito alla Piemontese, piatto simbolo della cucina regionale, servito con la tradizionale varietà di tagli e accompagnato dai classici contorni e salse. Il percorso culinario ha offerto un’esperienza di gusto profondamente legata alla cultura del territorio, contribuendo a rendere l’atmosfera accogliente e festosa.
Dopo la cena, l’avvocato Marco Raiteri e Tina Scavuzzo, rappresentanti della Famija Turineisa, hanno intrattenuto i presenti con un intervento sulla storia delle maschere piemontesi Gianduja e Giacometta.
Nel corso del suo intervento, Raiteri ha raccontato le origini di Gianduja, maschera popolare torinese dalla figura allegra e sorniona, riconoscibile per il suo tricorno di foggia napoleonica e altri elementi iconici. Ha inoltre illustrato il curioso legame tra la maschera e la gastronomia locale: la forma del cioccolatino gianduiotto, infatti, è ispirata alla sezione del tricorno di Gianduja, un espediente che originariamente consentiva di trasportare il cioccolato in tasca.
La tradizione di Giacometta, figura femminile derivata dalla Girometta cuneese, è stata approfondita da Scavuzzo, che ha spiegato come la sua evoluzione nella cultura torinese rifletta l’adattamento delle antiche figure popolari ai tempi moderni.


