Torino 18 gennaio 2026
Presso il Conservatorio “Giuseppe Verdi” di Torino, il concerto “La Pace si veste di Bellezza” ha riunito circa 600 spettatori in una serata di altissima qualità artistica e forte valore civile. L’iniziativa è stata promossa dai Rotary Club Torino 1958 e Torino Risorgimento, con il coordinamento del Distretto 2031 ed è nata anche grazie al lavoro appassionato e generoso della Commissione Pace, che ha seguito con cura la progettazione e la realizzazione dell’evento: un esempio concreto di come l’impegno volontario, quando è competente e condiviso, possa produrre risultati visibili e partecipati.
Protagonista assoluto della serata è stato il Maestro Michele Campanella, che ha guidato il pubblico attraverso un programma dedicato a Robert Schumann e Modest Musorgskij. Due linguaggi diversi, quasi opposti, capaci però di comporre un unico discorso: la pace come ascolto, consapevolezza, responsabilità.
Nei Pezzi Fantastici op. 12 di Schumann, la musica sembra parlare “a mezza voce”: frasi brevi, improvvisi slanci, ombre che attraversano la luce. È un mondo più dolce, profondamente umano, dove la fragilità non è debolezza ma verità. In queste pagine la pace non appare come parola astratta: assomiglia piuttosto a una capacità di riconoscere l’altro, di sostare nelle domande, di non trasformare ogni tensione in scontro.
Con Quadri da un’esposizione di Musorgskij il clima cambia: il suono si fa più ruvido, materico, a tratti spigoloso. La Promenade è un cammino tra immagini che alternano ironia, inquietudine, peso e solennità. È una musica che non “addolcisce” la realtà, la attraversa: e proprio per questo, nel suo finale ampio e luminoso, suggerisce una direzione possibile, una costruzione, un orizzonte.
L’evento si è svolto con il patrocinio della Regione Piemonte e della Città Metropolitana di Torino, con la presenza di rappresentanti delle istituzioni, e grazie al supporto di uno sponsor particolarmente sensibile al valore culturale e solidale dell’iniziativa. Il ricavato sarà destinato a finanziare borse di studio legate ai percorsi formativi per la pace e per la cooperazione internazionale.
Quando l’arte è autentica e il progetto è sostenuto da energie generose, la bellezza smette di essere solo un’emozione: diventa un gesto concreto, condiviso, offerto al territorio, capace di lasciare un segno.
Testo scritto da Fabrizio Fracchia





