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Incontro con FRANCESCO DI CIOMMO”LA TRASFORMAZIONE VIRTUOSA DELLE IMPRESE PER UNA COMUNITÀ TERRITORIALE SOSTENIBILE. PROTAGONISTI DEL CAMBIAMENTO E NUOVO EQUILIBRIO TRA MONDO PROFIT E NO PROFIT”.

Incontro con FRANCESCO DI CIOMMO”LA TRASFORMAZIONE VIRTUOSA DELLE IMPRESE PER UNA COMUNITÀ TERRITORIALE SOSTENIBILE. PROTAGONISTI DEL CAMBIAMENTO E NUOVO EQUILIBRIO TRA MONDO PROFIT E NO PROFIT”.

Torino, 17 marzo 2025


L’argomento trattato dal dott. Di Ciommo si è rivelato di significativa attualità, per le iniziative che, aldilà e al di qua dell’Atlantico, hanno portato ad una non marginale contrazione, per un periodo di tempo forse indefinito, delle “politiche green”, e più latamente di quelle inclusive (soprattutto negli USA) e coerenti con la accettazione delle diversità: in senso lato, delle politiche “virtuose”.
Queste attengono infatti sia alla sensibilità nei confronti dell’”ambiente” (sensibilità che è stata sicuramente concausata dagli allarmi degli scienziati sul clima) e in (corpore vivo), dalla verifica dei sempre più frequenti disastri naturali e della presa d’atto delle variazioni climatiche.
Il dilemma, se così possiamo chiamarlo, non è del tutto recente (è stato anche citato in discussione il detto di Hobbes per cui “primum vivere deinde philosophari”), nel senso che talora le urgenze anche di pace sociale (mantenimento dei livelli occupazionali e di costo della vita), anche nell’ottica di scelte politiche (che devono tener conto delle esigenze collettive oltre che statuali), hanno portato, e portano, a decisioni di utilitarismo immediato.
Di Ciommo, pur prendendo atto nel corso della discussione di queste possibili variazioni e di queste resistenze che vengono via via a manifestarsi, si è dimostrato tuttavia fiducioso del successo delle politiche “virtuose” (parità fra uomo e donna, accettazione della diversità, sensibilità verso le esigenze ambientali) in una prospettiva che rientra anche come fiducia nelle virtù del libero mercato e nel principio basilare della concorrenza, nella cui prospettiva non rileva, secondo il Relatore, solo o principalmente il problema dei costi e quindi dei prezzi, ma anche una consapevolezza, vieppiù percettibile dei vantaggi non solo collettivi, ma, perché della collettività fanno anche parte i singoli utenti/compratori, della “virtù”, cioè del vantaggio globale del rispetto ambientale e delle minori tensioni fra i sessi ed individui diversi, di cui può godere la società, e di riflesso i suoi singoli membri. È certo una visione ottimistica in chiave imprenditoriale, che fonda tuttavia le sue esigenze nella coscienza che la realtà di disprezzo dell’ambiente e delle diversità ha portato alla consapevolezza dei costi, si indiretti, si di difficile quantificazione, ma certo rilevanti, e vieppiù evidenti.
A livello globale va evidenziato che questa visione si attaglia di più a questo “nostro” mondo, che a società che poco o nulla hanno a che vedere con i “fondamenti” della cultura per così dire “occidentale”, anche senza necessità di richiamare espressamente culture di altri continenti (che hanno tradizioni, sensibilità e criteri di valutazione assai diversi, e che riteniamo meno affidabili rispetto ai nostri).
La prova del tempo e del futuro ci darà le risposte.